Design ricostituente

Susanna Conte • 6 marzo 2019

La natura si è rotta e l'uomo ha perso la sua mission ancestrale: riprodursi e garantire la sopravvivenza della specie. Ha inaugurato ufficialmente il 1 marzo 2019, la XXII Triennale di Milano Broken Nature che resterà aperta fino al 1° settembre.

L’esposizione – curata da Paola Antonelli – cerca di rispondere a questa domanda: Come possiamo restituire alla sfera naturale quanto in questi secoli, e in particolare negli ultimi decenni, le è stato sottratto?
Il progetto coinvolge esperti e scienziati da tutto il mondo, aprendo la riflessione non solo alla comunità internazionale del design e dell’architettura, ma anche ad artisti e matematici, biologi e politici in una fusione tra discipline ormai necessaria.

Paola Antonelli incanta con il suo entusiasmo e la sua energia, anche perché l’esposizione è molto concettuale e le spiegazioni dono molto gradite. Si entra nell’impluvium dove due maxi schermi mostrano foto aeree in una sorta di prima e dopo l’intervento dell’uomo, che spesso ha lasciato ferite importanti. The Room of Change è un’installazione composta da una sorta di arazzo di dati, che illustra come molteplici aspetti del nostro ambiente siano cambiati nei secoli passati, come stiano ancora cambiando e come probabilmente cambieranno in futuro.

La mostra comprende un centinaio di progetti degli ultimi tre decenni provenienti da tutto il mondo: esempi di design, architettura e arte definita “ricostituente”. Raccolte di semi mantenute in sicurezza allo Svalbard Global Seed Vault, fiori estinti di è stato ricreato il profumo, pescatrici di perle e tessitrici di bisso, sarti di alghe e interpreti dei canti delle balene si susseguono, raccontando la sperimentazione dei molti artisti e scienziati.

Il cambiamento climatico e le temperature in aumento sono affrontati anche da una selezione di leggerissimi abiti e cappelli pensati per la protezione solare limitando l’uso di creme, responsabili di ingenti danni a fauna e flora marina.
La siccità di molti paesi africani viene aiutata da una tanica per l’acqua a forma cilindrica. Bambini e donne (che solitamente camminano per chilometri per portare l’acqua al villaggio) potranno portarne un quantitativo maggiore, facendo decisamente meno fatica. Una macchina che scioglie le molte lattine di alluminio che consumiamo durante la giornata, le fonde e crea sgabelli e sedie. Ecco il design ricostituente.

Si esce da questa sezione, salutati da un tenerissimo abbraccio di una coppia di uomini primitivi. Non capiamo se vecchissimi o solo primordiali, che ci riportano ai sentimenti di basa (l’amore) e alla sopravvivenza sul pianeta.
I paesi partecipanti sono 30, provenienti da tutti i continenti e offrono sfaccettature complesse delle tradizioni culturali in termini di temi, visioni e prospettive future.


All’interno della XXII Triennale spicca anche un padiglione davvero speciale, La Nazione delle Piante, un’installazione immersiva basata sulle teorie di Stefano Mancuso – curatore del progetto – tra le massime autorità mondiali nel campo della neurobiologia vegetale.

Viene subito introdotto il concetto di plant blindness (cecità vegetale), mostrando un’enorme foto di una foresta in cui il 90% dei visitatori vede solo il felino tra le foglie, come se il genere umano desse talmente per scontato il ruolo del mondo verde, da cancellarlo dalla sua percezione.

Il curatore si definisce portavoce del mondo vegetale e spiega che l’area da lui curata è «un’esposizione delle possibili soluzioni vegetali». Ci sono video che mostrano la competizione o la cooperazione tra due piante di fagiolo, informazioni sull’accelerazione del polline del Cornus Canadensis (24mila m/s²), una spiegazione del Populus Tremuloides, detto anche Pando, che è «una pianta così longeva che la sua vita abbraccia quasi l’intera storia dell’umanità». C’è anche un dato secondo il quale le piante costituiscono l’81,1 per cento del peso della materia vivente e gli esseri umani solo lo 0,01.

Se ne desume che sia necessario guardare il mondo vegetale in un modo nuovo, usandolo non solo per quello che hanno da offrire, ma per quello che possono insegnare all’umanità.

Una visita a questa mostra non basta. Sono troppi i temi e siamo troppo coinvolti. Broken nature insegna a tutti – cittadini del pianeta – che piccoli gesti della nostra vita quotidiana possono fare la differenza “ogni individuo è un piccolo timone – diceva Richard Buckminster Fuller negli anni ’60 – se manovrato nel modo giusto può spostare una petroliera”.



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Il Padiglione sull’Acqua è un viaggio estetico-poetico nell’immaginario dell’ architetto Carlo Scarpa e nella sua passione per la cultura giapponese . Il Giappone rappresentò per l’architetto un universo di ispirazioni ma fu anche il luogo dove, nel 1978, all'apice della sua carriera, mentre ripercorreva i misteriosi tragitti del poeta seicentesco Matsuo Bashō, egli morì per uno strano caso del destino, il 28 novembre, nello stesso giorno dello stesso mese del suo amato poeta errante. Attraverso le impressioni suggerite dal filosofo giapponese Ryosuke Ōhashi, la narrazione si sviluppa lungo il filo di una domanda, la domanda sul senso della bellezza. Il docufilm accomuna in questa riflessione le opere di Scarpa e l’estetica tradizionale giapponese. In particolare sviluppa una coinvolgente analisi narrativa sul Memoriale Brion , il capolavoro di Scarpa a lui commissionato da Onorina Brion in memoria del marito Giuseppe. Il Memoriale, ora inserito nel Patrimonio FAI per volere del figlio Ennio Brion, fu completato, dopo dieci anni di lavori, poco prima che Scarpa salisse sull'aereo che lo avrebbe portato in Giappone, verso il suo ultimo percorso sulle orme del maestro Matsuo Bashō. Il film ci conduce, attraverso le parole del figlio Tobia, degli allievi Guido Pietropoli, Giovanni Soccol, Guido Guidi, e dal ricercatore J.K. Mauro Pierconti, nella città natale di Scarpa, quella Venezia che affacciata verso l'Oriente tanto da Scarpa amato, ci offre squarci poetici ed emblematici della vita dell'architetto. Un sentimento di nostalgia e meraviglia colora tutto il film: la nostalgia per un maestro che non è più con noi, la meraviglia per le straordinarie opere che ci ha donato. Alla proiezione saranno presenti e risponderanno alle domande del pubblico i due registi, Guido Pietropoli e Lucia Borromeo, responsabile FAI per la valorizzazione del Mausoleo Brion. Modererà il dibattito Giulio Martini, presidente del Cinecircolo “André Bazin”. L’evento, realizzato con la collaborazione del Cinecircolo “André Bazin”, gode del patrocinio dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Milano, di AIM e della storica Libreria Bocca 1775. Ingresso libero fino all’esaurimento dei posti. Il Memoriale Brion è visitabile in San Vito D’Altivole (Treviso).
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A fine ottobre è stata annunciata, presso la sede dell’ ADI Design Museum di via Ceresio 7 a Milano, la selezione dei prodotti scelti per la pubblicazione sull’ADI Design Index 2024 , che potranno partecipare al rinomato Premio Compasso D’Oro ADI 2026 . Tra i progetti selezionati nella categoria “Design dei servizi”, figura anche Archimapping, l'innovativa app sviluppata nel 2023 dal Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente Costruito (ABC) del Politecnico di Milano. Questo progetto è stato realizzato grazie al supporto della Fondazione di Comunità Milano e alla collaborazione con AIM. Archimapping raccoglie i 100 edifici più significativi dell'Architettura contemporanea a Milano, dall’Unità d’Italia fino ai giorni nostri. Si tratta di uno strumento prezioso per la promozione culturale della città, che mira a diffondere la conoscenza del territorio e dell’architettura tra cittadini, studenti e turisti, incoraggiando il riconoscimento e il radicamento identitario delle persone nei luoghi in cui vivono e favorendo iniziative per la partecipazione attiva nella cura, tutela e promozione dell'ambiente. L'app offre a tutti la possibilità di vedere Milano come un museo diffuso di Architettura contemporanea. È disponibile in italiano e inglese, include la geolocalizzazione e suggerisce percorsi tematici, consentendo agli utenti di creare itinerari personali basati su criteri tipologici, geografici, autoriali e cronologici. Archimapping e gli altri prodotti scelti per la pubblicazione nell’ADI Design Index 2024 sono stati presentati in una mostra a Milano, presso l’ADI Design Museum, dal 31 ottobre al 17 novembre 2024, e a Roma, nello Spazio WeGil, dal 26 al 30 novembre 2024.
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